La pubblicità radiofonica è già di per sé un’esperienza difficile da sopportare: jingle ossessivi, slogan ripetuti all’infinito e speaker entusiasti al limite dell’isteria. Non importa quale sia l’argomento dello spot: il tono è sempre lo stesso, esagerato e ipnotico, come se chi ascolta fosse un bambino distratto da catturare con colori sgargianti e suoni martellanti. Ma c’è un dettaglio che rende tutto ancora più irritante: […]